PAYSAGE À MANGER

Paysage à Manger, però, non guarda al passato, ma è proiettata in avanti: «Dobbiamo saper innovare in modo positivo. Come ci ha spiegato al campus il docente Massimo Angelini (storico della cultura, editore, è stato presidente dell’associazione Consorzio della Quarantina e coordinatore nazionale della Rete Semi Rurali, ndr) la tradizione ha sempre un elemento d’innovazione» dice Federico Rial. «Questa terra merita qualità agricola, data anche dalla scelta di favorire la biodiversità attraverso la selezione di semi antichi. Non sono solo il senso di responsabilità e una passione personale e condivisa a spingerci, questa scelta rappresenta anche una valida risorsa economica – aggiunge Federico Chierico – se coltivassimo le stesse patate che sono in commercio nella grande distribuzione, avremmo già chiuso». Il 30 per cento del mercato di Paysage à Manger oggi è legato alla ristorazione: “offriamo agli chef una materia prima da raccontare» dice Federico Rial.

Dal 2015, Paysage à Manger affianca alle patate un orto di montagna. È uno «stra-orto-nario», spiegano coniando un neologismo. Su cinquemila metri quadrati ci sono ben 120 varietà diverse tra ortaggi e legumi. I consumatori possono raccogliere insieme a loro, o addirittura prendere in gestione una parcella per autoprodursi verdure e ortaggi. Limitrofa al campo è stata costruita una casetta di legno per gestire la vendita diretta al pubblico: “Così possiamo garantire freschezza quotidiana del prodotto. Si tratta di un’assoluta novità in valle che, oltre ai turisti, i ristoratori apprezzano moltissimo» sottolinea Chierico. Anche le patate sono vendute al dettaglio a un prezzo che varia tra i 2 e i 7 euro al chilogrammo. Un libricino racconta il catalogo di «cultura edibile» di Paysage à Manger e insegna ai clienti dell’Azienda Agricola come valorizzare in cucina ogni singola varietà di patata. La Cerisa, ad esempio, è ottima bollita, la Corne de Gatte, invece, dà il meglio di sé quand’è cotta in forno con la buccia.

Cucina
Nei campi di Paysage à Manger trovano spazio le patate della tradizione Walser, varietà antiche e rare, patate gourmet e varietà per tutti i giorni. Accanto a ogni singolo prodotto il catalogo indica l’utilizzo principale in cucina e il tipo di cottura. Esistono così patate definite di Tipo A, quelle capaci di sostenere un lungo tempo di cottura senza sfaldarsi, che hanno pasta soda, non farinosa, umida, con grana fine, contengono molta acqua e hanno un basso contenuto di amido. Questa tipologia è particolarmente adatta per insalate, cottura a vapore, gratin, umidi e arrosti.
Le Tipo B sono, invece, di media consistenza, media umidità, media tessitura e medio contenuto in sostanza secca. Questo le rende adatte ai più svariati usi in cucina insalate, gratin, al forno, purè, fritte e gnocchi. Le Tipo C, infine, con polpa farinosa, piuttosto tenera, asciutta e con struttura abbastanza grossolana, tendono a disfarsi in cottura, sono, perciò, perfette per frittura, purè, gnocchi, crocchette e dolci.

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