ALBA

Alternaturae in origine era un progetto nato allo scopo di ristrutturare un antico forno a paglia presente all’interno della proprietà, uno dei pochi ancora sopravvissuti in Regione. Il progetto esiste ancora e l’obiettivo è mettere il forno a servizio della comunità, uno spazio a disposizione di tutti un giorno a settimana per infornare il proprio impasto. «La realizzazione è solo posticipata. Aspettiamo di essere pronti a inserire una linea di prodotti da forno marchiata Alba. Intanto, grazie a una misura del Piano di Sviluppo Rurale, entro la primavera del 2020 dovremmo avviare la ristrutturazione degli spazi al piano terra del casolare. Potremmo così accogliere gruppi e fare somministrazione. Arrivano molti turisti per vivere un’esperienza con noi e fare il formaggio» spiega Michela.

Forno a paglia

Il forno alimentato a paglia, tipico del Molise e di altre zone dell’Appennino meridionale, è strutturato in modo diverso da un forno a legna, con due camere, una per la combustione e una per la cottura. «La prima rimane sotto a quella di cottura con una netta separazione tra le due» racconta Michela Bunino.
Ci sono due sportelloni, quello in basso a livello terra, viene alimentato con la paglia, mentre quello superiore viene utilizzato per inserire l’impasto pronto per la cottura. I due vani sono collegati da un buco centrale, da cui salgono le fiamme ma non la cenere e che viene chiuso con una pietra su misura una volta che la camera superiore ha raggiunto la temperatura adatta per la cottura del pane.
Il forno a paglia è censito dal Geoportale della cultura alimentare del ministero dei Beni Culturali.

Al termine del campus ReStartApp 2015, il progetto di Michela si è classificato al terzo posto: «Quest’esperienza mi ha garantito competenze fondamentali per integrare le mie conoscenze sulla produzione con la gestione economica e l’amministrazione. Erano esattamente le competenze che mi mancavano dopo una laurea in grafica e una in promozione e scienze gastronomiche» racconta Michela. Conoscenze che l’aiutano anche a rispondere ai tanti che in quest’angolo di Molise le chiedono «Perché non sei rimasta in Piemonte che lì stanno meglio, c’è più ricchezza?». «Molti purtroppo non sanno vedere la ricchezza di un territorio così salubre – conclude Michela -. Pensavano che con il nostro progetto sarebbe durato uno o due anni, ma nel 2021 Alba festeggerà dieci anni dall’apertura della Partita IVA». Dieci anni di idee ancora in movimento.

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